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Il blog pių alto del mondo. Questo č stato il record da tentare. Aggiornare direttamente un blog da una montagna di ottomila metri. Testi, foto, video, creati e pubblicati da quota 5.700 in sų, fino a tentare il fatidico '"Hello World" dagli 8.201 metri della cima del Cho Oyu, la "Dea Turchese", sesta montagna del pianeta terra, lassų in Tibet.

Ma il record in fondo č stato una scusa ed č un gioco. Leggi Tutto ...

Spazzatura d'alta quota

Scritto mercoledė 24 settembre 2008 da lorenzo
cho oyu spazzatura
Non te lo spieghi e non te lo spiegherai mai. Magari ti definisci alpinista o grande amante delle montagne. Poi quando sali e scendi te ne freghi. Te ne freghi di quello che lasci in giro, che butti senza pensare.

Le scene descritte ieri a campo 1, di spazzatura buttata senza pensiero qui e la' dentro buchi o crepacci non fa onore all'alpinismo. Il pensiero va in particolare ai membri delle spedizioni commerciali: il mucchio di dollari che paghi non include il diritto di inquinare il resto del mondo.

Se no la prossima volta facciamo cosi: i sacchetti di spazzatura che portiamo giu' li buttiamo direttamente nel giardino della tua villetta con l'erba tagliata di fresco.

Ciurma, tutti a terra

Scritto mercoledė 24 settembre 2008 da lorenzo
Appena fa luce provi sempre a sbirciare. Ma ormai hai imparato a riconoscere i rumori e il silenzio intorno. Questi rumori e questo silenzio anche oggi ti dicono che cielo e vento consigliano a tutti i marinai di rimanere a terra.

Consigli che quando sei a qualche migliaio di metri piu' in giu' ignori.

Quassu' e' bene dargli ascolto.

Fondamenti di tibetano 1

Scritto martedė 23 settembre 2008 da lorenzo
Tashidelee (pronunciato tascidelee) e' buongiorno, buonanotte, ciao, salve, ti saluto, buondi', buona giornata e forse anche qualcos'atro.

E' il corrispettivo di "Namaste" in nepalese, che gia' di suo c'ha il suo perche'.

La traduzione letterale sarebbe infatti "saluto le qualita' divine che sono in te".

Impegnativo come buongiorno.

ps: se l'accademia della crusca tibetana avesse qualcosa da obbiettare per questo post puo' scrivere direttamente a lamentele@cipensaloyak.com

Qui l'Enel non arriva

Scritto martedė 23 settembre 2008 da lorenzo
pannelli solari himalaya
Secondo puntata a sfondo tecnologico dopo la prima dedicata a pc.

Merda di yak. Quella non manca in Tibet e appena di la' in Khumbu. Tanto che si raccoglie, si mette a seccare e la si usa come sistema di riscaldamento bruciandola nelle stufe. Il motivo e' abbastanza semplice: guardatevi intorno e non vedrete alberi.

L'idea di alimentare computer e modem con gli eccessi degli yak forse ci ha sfiorato per un paio di minuti. Sarebbe stato affascinante e fantastico inventarsi una macchina cosi'. Ma abbiamo declinato su altri sistemi. Sara' per un'altra volta.

Come alimentiamo quindi il nostro piccolo arsenale tecnlogico. Beh e' abbastanza semplice: con il sole, quando c'e'.

Per le attrezzature piu' esigenti in termini energetici come modem e computer abbiamo due pannelli da 35 watt messi in parallelo che bastano e avanzano. In mezzo un regolatore di tensione.

solio himalaya
Per i gadget tecnologici piu' piccoli (ipod e altro) ci affidiamo a una coppia di Solio che sono questi piccoli pannelli a forma di fiore, molto comodi per spostarsi e con una batteria interna che permette di caricare in differita gli apparecchi : il sole lo prendono al pomeriggio e il lettore mp3 lo puoi caricare di notte.

C'e' poi alla fine "il coso".

Dopo lungo ed ecologico dibattito, ci siamo guardati in faccia e ci siamo detti : "e se si infilano 4-5 giorni di maltempo ? Siamo in braghe di tela." Abbiamo deciso cosi' di noleggiare a Kathamndu un minuscolo generatore a benzina per le emergenze. Una roba che dovrebbe far fatica ad accendere tre lampadine e che consuma forse meno di uno yak.

Nel caso consoleremo la nostra fetta di anima ecologica con il vostro affetto nel leggerci e nel commentarci.

Seguira' terza e ultima puntata dedicata al connessoni internet.

Un giorno nella vita, al campo base

Scritto lunedė 22 settembre 2008 da lorenzo
cho oyu pepito sbazzeguti
Domandate: la vita al campo base ?
Un Club Mediterrnee, senza Mediterranee e forse senza Club.

Se non c'e' da andare ai campi alti, la giornata comincia intorno alle 9.00 con la colazione. Se state pensando: "oh ma ve la prendete comoda !", fate conto che l'ora e' quella di Pechino ma il sole tende a fregarsene dell'orario ufficiale cinese e a sorgere un po' per i fatti suoi.

Per colazione ampia scelta: the, caffe', miele, chapati, marmellata, uova, musli. Frullate tutto insieme e otterrete la colazione Cho Oyu 2008. Davvero nulla da invidiare a cappuccino e cornetto al bar. Manca il quotidiano da sfogliare perche' pare che il servizio consegna yak non sia cosi' puntuale.

La mattinata solitamente passa nel sistemare le piccole cose di casa, che poi sarebbe in sostanza scuotere la tenda dalla neve.

Avendo poi con noi tutto il corredo tecnologico, si passa il tempo a sistemare piccoli e grandi problemi, a leggere, scrivere, scattare foto e filmati.

Si pranza sul tardi verso le 14, con sempre ampia scelta perche' Ngima e Gazen sono davvero cuochi impareggiabili a 5.700 metri.

La moka del caffe' che borbotta sul fornello (ebbene siamo gli unici a possederla in tutto il campo base) e' il momento per ampie discussioni filosofiche sul senso della vita o piu' spesso per fantasticare su tutta una serie di specialita' emiliane, dai tortelli verdi in giu'.

Ngima Sherpa

Scritto domenica 21 settembre 2008 da lorenzo
Credo una buona reincarnazione.

(Cho oyu 2008 e' il sito "gemello" dove contributi a piu' mani e foto)

Solo con Bob Marley

Scritto sabato 20 settembre 2008 da lorenzo
In queste mattine a quasi 6.000 metri, ho scientificamente provato che l'unica cosa che mi fa uscire con un po' piu' di entusiasmo dal sacco a pelo e' Bob Marley.

Bob Marley e Himalaya, lo so, e' una accoppiata strana, ma vi assicuro funziona.

Un po' di tecnologia in Himalaya

Scritto venerdė 19 settembre 2008 da lorenzo
eeepc himalaya
Visto che le domande sono tante, questa e' la prima di una serie di puntate dedicate agli aspetti tecnologici del blog piu' alto del mondo.

Quando siamo partiti immaginando questa cosa un po' stramba del blog piu' alto del mondo, il primo pensiero e' stata la fatica.

Oh si', la fatica.

La fatica di fare su e giu' per le montagne (e che montagne) con dentro lo zaino e sul groppone computer, modem e tutto l'ambaradam.

Quindi ci siamo detti : andiamo leggeri !

Il secondo pensiero e' stato : non spendiamo una follia.

In quei giorni nella Rete italiana di diceva un gran bene di un piccolo "coso" portatile, semplice, leggero (meno di un chilo), essenziale e ad un prezzo abbordabile (300 euro).

Era l'EEEPC di Asus.

Dove siamo (piccolo video)

Scritto giovedė 18 settembre 2008 da lorenzo

Con quello che hai, quello che puoi

Scritto giovedė 18 settembre 2008 da lorenzo
Ieri guardavo le facce stanche ma orgogliose di Daniele, Fabrizio, Fausto e Nicola.

Erano saliti fino a 6.400 metri per montare con successo "campo 1".

Niente sherpa, niente portatori, niente aiuti.

Tutto con le proprie gambe, con il proprio fiato, con le proprie debolezze e volonta'.

Un modo di affrontare la montagna per qualcuno forse troppo ingenuo o inutilmente faticoso.

Ma questo e' il primo ottomila per tutti. E' una prima volta e tutte le prime volte sono speciali e le ricorderai a lungo.

Chissa', forse questa Dea Turchese apprezzera' la sincerita' e gli sforzi facendosi scalare sorridendo o forse se ne freghera' del tutto.

L'unica certezza e' tornare a casa con la felicita', si' la felicita', di averci provato con tutte le proprie forze.

Il resto e' destino, o se volete restare piu' bassi, culo.

Piccola casa Emilia

Scritto mercoledė 17 settembre 2008 da lorenzo
Ogni sera la nostra minuscola tenda mensa-cucina-salotto si anima delle voci degli sherpa delle spedizioni commerciali che finita la giornata di lavoro ai campi alti vengono a fare due chiacchere con Ngima e quindi per proprieta' transitiva anche con noi.

E cosi' tra una risata e l'altra saltano fuori con estrema semplicita' le grandi montagne e i grandi sogni dell'alpinismo e dell'Himalaya: Annapurna, Everest, Makalu..

Jangbu ha fatto 5 volte l'Everest, mentre Lakpa porta ancora i segni della sua ultima ascesa sul tetto del mondo dove ha lasciato un dito per congelamento.

Di loro e del loro lavoro spesso gli alpinisti si dimenticano. Ricordarli anche in due righe e' piu' un piacere che un dovere.

La piccola casa Emilia ascolta rapita e prende nota.

Respiri piano anche se fai rumore

Scritto martedė 16 settembre 2008 da lorenzo
Abituarsi alla fatica. Alla fatica delle cose piu' semplici: spostare un sasso, camminare, lavarsi i denti, infilarsi in tenda.

5700 metri non e' una quota da metterti fretta.

Il respiro corto e' un compagno di viaggio che poche volte ti lascia solo.

Bisogna trovarci la misura con la pazienza dei giorni buoni.

E questa sembra proprio un giorno buono, con il sole e poco vento, con Fausto che ha quasi finito la lunga scalinata che porta alla sua tenda (un'opera d'arte a quasi 6.000 metri.), con Daniele che a meta' del suo igloo di pietra.

Un giorno buono che sta per finire con una neve leggera in discesa.

Una quasi buona notte dall'Himalaya.
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